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Milun Lutovac Intertestualità del romanzo "Montenegro" di Milovan Djilas con i romanzi di Franz Kafka "Il processo" e "Lo Straniero" di Alber Camus 
Milun Lutovac
Intertestualità del romanzo
Abstract: Il vecchio detto che "i sentieri di Dio sono sconosciuti" si riferisce, dopo la nostra scoperta in qualche modo inaspettata, ai sentieri delle opere letterarie. Mentre studiavamo il romanzo "Montenegro" di Milovan Djilas, abbiamo sentito, soprattutto in tutta la sua sottorubrica "L'impiccato", la presenza di temi, motivi, vibrazioni psicologiche e soluzioni strutturali dai romanzi di culto moderno -"Il processo" (Der Process) Franz Kafka e "Lo straniero" (L’etranger) Alberto Camus. Da qui e la relazione intertestuale tra due opere spazio-temporalmente e poeticamente distante, tra il romanzo dell’assurdo -"Il processo", pubblicato nel 1933, e il romanzo della provenienca esistenzialistica "Lo straniero", pubblicato nel 1942, con il romanzo "Montenegro", romanziere della letteratura montenegrina moderna, pubblicato prima , a New York nel 1962, e poi a Belgrado nel 1989, e in Montenegro nel 1994?
Alla riservatezza delle relazioni intertestuali , in un modo insolito contribuiscono anche dati contraversi sull'odissea della vita dell'autore del romanzo "Montenegro". Milovan Djilas è nato nel 1911 a Podbišće, vicino a Mojkovac in Montenegro, ed e deceduto nel 1995 a Belgrado. Mentre studiava a Belgrado (1930 - 1940), era un protagonista dell movimento di letteratura sociale e attivista del Partito comunista della Jugoslavia. Durante la seconda guerra mondiale (1941-1945) era uno dei leader del movimento partigiano, e dopo la liberazione - un membro della più alta direzione jugoslava ,e tra l’altro il presidente dell'Assemblea federale di Jugoslavia (1953). Comunque, nel gennaio 1954, a causa di un conflitto ideologico con il partito politico a cui apparteneva fino a quel momento, fu privato di tutte le funzioni statali e dei diritti civili. Ha trascorso circa tredici anni in prigione, perché non ha accettato compromessi con il governo e l’ ha criticato pubblicamente, pubblicando gli articoli e lavori all'estero .La rottura di Milovan Djilas con l'ideologia a cui apparteneva e che affermava era un caso completamente solitario nella metà del secolo scorso nei paesi del blocco socialista. L'ex leader della rivoluzione e il principale protagonista del socialismo jugoslavo, divenne il suo critico intransigente, e quindi il primo dissidente europeo.
L'intertestualità è una delle caratteristiche paradigmatiche del modernismo i cui aspetti teorici sono stati elaborati da strutturalisti e poststrutturalisti come un importante esempio nello studio della letteratura. Ecco perché questo lavoro e, oltre le informazioni sull'intertestualità tra i suddetti romanzi, tentativo di decifrare i sentieri e capire l'influenza della poetica moderna sulle opere letterarie di Milovan Djilas.
Parole fontamentali: Djilas, Kafka, Camus, intertestualità, modelli modernisti, romanzo, assurdità, esistenzialismo;
Il tema del romanzo "Montenegro" è la battaglia di Mojkovac tra l'esercito austro-ungarico e il esercito nazionale volontario di Montenegro. Una piccola battaglia europea, ma una grande, tragica e decisiva per il paese, che in seguito scomparisce dalla mappa dei paesi europei su cui fu dal Congresso di Berlino del 1878.
La composizione del romanzo consiste di tre narrazioni. Nella prima sezione del romanzo "Battaglia" si descrive la resistenza dell’ esercito nazionale volontario di Montenegro al armata austro-ungarico il giorno Natale ortodosso nel 1916.
"Dove c'è potere, c'è anche resistenza, e quella resistenza, per essere più precisi, da sola, non è mai nella posizione esteriore in confronto alle relazioni di potere. La resistenza non nasce da alcuni principi eterogenei, i qui non e un'esca o una promessa necessariamente fallita. Quella resistenza è la componente secondaria nelle relazioni di potere; in qui sono impressi come una parte inseparabile“
Nella seconda parte del "L'impiccato" vengono mostrate le conseguenze della battaglia e l'occupazione della terra. Anche in questa parte di romanzo l'argomento dominante è la resistenza. La resistenza è nella natura delle persone e dell popolo, e sembra che l'autore, attraverso la sua presentazione atraverso l'intero atto habbia espresso uno dei temi dominanti della poetica moderna: dalla battaglia alla decisione dello studente Milošević di scegliere la morte invece della cooperazione con l'occupante. Rappresentazione fittizia del personaggio- uno studente, condannato senza essere colpevole alla morte per impiccagione, l'autore ha espresso il significato universale del potere (violenza) - resistenza, ma anche la dimensione etica (tipica della mentalità dei montenegrini), l'identificando il personaggio con le leggi della tradizione e la linea esistenzialista - il diritto alla scelta.
"Rompere la personalità, la proria integrità morale, la propria anima - questo significherebbe per me accettazione della sua offerta " (Djilas: 240).
La resistenza è sinonimo per Montenegro attraverso i secoli, e una delle idee principali nella " Serto della montagna " e il leitmotiv nel romanzo "Montenegro", ripetuto in molte forme attraverso la consapevolezza e l'azione dei suoi personaggi, ed è anche immanente al creatore di questo lavoro in tutti i periodi della sua vita.
Nella terza parte del romanzo "Fine", viene mostrata la scomparsa di Stato dalla società delle nazioni europee, così come il declino delle norme etiche e morali, costruiti per secoli. I personaggi principali di questa unità, dopo il 1918 e l'annesione del Montenegro alla Serbia, dopo gli anni in cui ha conquistato la ricchezza e la posizione, ma anche la violenza contro la gente, finiscono le loro vite in una locanda in cui si spegne l'ultima lampada. Il simbolismo della scomparsa del vecchio paese.
Questo annotazione ha la funzione di presentare il tema di base del romanzo, che e poco notata al beneficario, soprattutto per attirare l'attenzione sul fatto che il romanzo "Montenegro" con sua tema universale ed esistenziale, oltre a usare le tecniche della prosa modernista, anticipa nei modelli poetici e metodi del modernismo.

PRINCIPI DI INTERTEXTUALITÀ

Il mistero sull'esistenza dell'intertestualità tra i romanzi in questione è difficile da scoprire. Quando sono (e anche se sono) arrivati i romanzi di F. Kafka e A. Camus a rivoluzionario e politico M.Djilas, e in che modo l'ex rappresentante del modello socrealistico di letteratura li ha capito? È logico supporre che queste opere letterarie con le loro forze creative e la percezione critica di una società democratica abbiano influenzate il cambiamento degli atteggiamenti di Djilas, ma per questo non abbiamo trovato prova . Ancora più inconsuete e il collegamento in rete, non solo di significo ma anche di simbolismo, di due romanzi sul destino dei personaggi - le vittime di un'assurda vita e opera, ispirati dalla collettiva resistenza di una nazione, anche se nel parte "L'impiccato" si representa esplicitamente una figura- studente, vittima della burocrazia e violenza.
Come il termine indica, l'intertestualità è il rapporto tra due o più testi. Il testo è, a parte alle altre studie teoriche, stato il tema di una ricerca dei strutturalisti che puntavano alla sua interazione con la lingua e il discorso, alla capacità di fabbricare e il "movimento costitutivo del testo di attraversare" (di attraversare uno o piu atti ,che è un segno di intertestualità). Il termine è ispirato alla parola testo - che è fluida e non limitata. Pertanto, in varie forme è possibile passare da uno all'altro o al terzo atto e stabilire un dialogo tra loro.
Però, il testo nell'incontro con il recipiente, produce un senso, ed è una forma di grande dialogo, che si chiama letteratura. Teorici della narrativa sottolineano la capacità di testo che causa una risposta e la produzione di nuovi testi che sono una risposta creativa o la critica ad esso . Zdenko Lešić afferma che il testo si puo trovare sempre insieme ad altri testi simili o correlati - parte del sistema in cui prevale un particolare tipo di discorso o dibattito. Mentre teoretico Miroslav Beker in una maniera pittoresca dice che la teoria moderna del testo narrativo sarebbe come un velo cercando i tessuti in una maglia, codici intrecciati, formule e valore, accanto al quale si trova il soggetto "che si mimetizza come un ragno in una ragnatela" . Umberto Eco definisce questi codici e testi come "quadri intertestuali".
Intertestualità, oltre al testo, sviluppata dall'intertesto (lat. Inter - tra + textus-intrecciato, complesso) il cui significato, secondo il post-strutturalisti, proviene solamente dalle nuove combinazioni e i testi già esistenti. Ecco perché nel poststrutturalismo si considera che ogni testo è un intertesto, e per cui il termine intertestualità acquisisce nuovo senso e importanza speciale.
A causa di tutte queste e simili caratteristiche del testo, il pensiero teorico contemporaneo sostituisce il termine "opera letteraria" con il termine "testo artistico" come più appropriato. Nello sviluppo della letteratura e delle sue discipline, l'intertestualità è determinata in modi diversi. In senso più ampio, significa la dipendenza dei testi l'uno dall'altro, e in senso stretto significa la relazione tra i testi letterari da cui per comprendere uno, dobbiamo conoscere l'altro testo. Il nuovo senso di intertestualità hanno dato i poststrutturalisti con i loro tesi che dicono "che il significato di un'opera può essere interpretato solo in relazione ad altre opere" .
In questo articolo, in collegamento con il romanzo "Montenegro", l'intertestualità è vista in multiple opzioni: come l'influenza di un testo sull'altro, come la presenza di tracce di altri testi, e che il significo della sua intertestualità può essere interpretata solamente in relazione ai questi romanzi . Sotto tracce o riflessioni di altri testi includiamo valori meta-testuali, reminiscenze, dialoghi, atmosfera e psicosi di prigione. La teoreta Julia Kristeva (a cui viene atribuito il termine intertestualità) ha descritto il testo come una permutazione di testi presi dai altri testi, che si completano e neutralizzano a vicenda.
Gérard Genette crede che l'intertestualità è l'espressione della relazione che il testo letterario stabilisce con il testo sociale per mezzo di titoli, prediche, illustrazioni ... sull'argomento di intertestualità, G. Genet ha suggerito una serie di innovazioni e distinzioni di quel termine. Però, la questione della relazione tra diverse opere e vari testi è sempre presente. Nonostante la ricerche e scoperte che sono state fatte finora, molti fenomeni intertestuali non sono ancora stati spiegati, come "citazioni immediate e intenzionali", combinando altri testi, usando collage, ecc.
Sul carattere dialogico del testo e sulla letteratura "in cui certi testi si affidano, ricordano o ricordano agli altri in modo più o meno aperto" , puntava Mihail Bahtin. In poche parole, l'intertestualità è la relazione tra due (o più) testi, una relazione che influenza il modo in cui il testo viene letto all'interno del quale si sente la presenza di altri testi, i cosiddetti - intertesti.
\ Nel romanzo "Montenegro", un destinatario che ha letto i romanzi "Il processo" e "Lo straniero" riconosce la intertestualità tra di loro, la cui origine non è facile da spiegare. Interpretazione incomprensibile e superficiale sarebbe che i romanzi culti hanno influenzato l'autore dell'opera "Montenegro" solo con la sua assurdità. La tesi più realistica è che l'intertesto di questi romanzi proviene dall'incontro dell'autore con il lavoro di Kafka e Camus, nonché dalla sua esperienza vivente (accusatoria). È possibile che l'autore, dopo il suo cambiamento di posizione sociale e di vita, abbia compreso questi romanzi in modo più completo e la parte della loro visione del mondo, che coincide con la sua esperienza, ha incorporato nella sua opera. Forse il segreto della relazione tra questi romanzi è coperto da un velo, come dice Beker, il cui intrecciamento dell significato e dei simbolo il destinatario sta cercando di rivelare.
Con un'attenta lettura del complesso narrativo centrale del romanzo "L'impiccato", abbiamo osservato una stretta correlazione narrativa dei temi, idee e atmosfera con i motivi principali del romanzo "Il processo" di F. Kafka e "Lo straniero" di A. Camus, che ci ha portato al pensiero della loro influenza su M. Djilas e la loro intertestualità con il romanzo "Montenegro". Nella visione intertestuale di questi romanzi, abbiamo usato il metodo comparativo, con l'intenzione di mostrarli con argumenti, pero anche un approccio metodologico più complesso mostrerebbe la similarita multipla di queste opere.
Nell'ensemble narrativo "L'impiccato", M. Djilas ha raggiunto una sintesi dell concreto e dell finto, locale - nazionale e universale. Il confronto della morte e della vita, dell tradimento e patriottismo, di violenza e resistenza, dei scrupuli e delle leggi morali - non sono solo i motivi e i temi della tradizione romantica, ma il nucleo stesso, l'essenza della prosa moderna. I mondi polarizzati: l'oscurità e la luce, metaforicamente parlando, sono stati espressi dall'autore con modelli modernisti: monologo interiore, Il discorso indiretto libero, parallelismo, esibizione scenica, nonché l'uso originale di figure temporali, modelli narrativi caratteristici della narrazione nei romanzi "Il processo" e "Lo straniero". L'opera "L'impiccato" del romanzo "Montenegro" è interconnessa intertetualmente a due romanzi moderni perché contiene le loro due caratteristiche paradigmatiche: l'assurdità della legge e della vita ("Il processo") e il trauma e il dramma del personaggio, condannato a morte ("Lo straniero"). Per concludere, i legami tematici, motivazionali, strutturali, psicologici e stilistici tra questi romanzi sono molteplici. Appaiono come intertestualità nel romanzo di Djilas, ma anche come influenza narrativa e identità ambientalmente-psicologica. L'intertestualità del romanzo "Montenegro" con il romanzo sorprendente "che non sorprende nessuno" ("Il processo") e il romanzo in prima persona il cui protagonista accetta l'assurdità della vita - è una prova indiscutibile dell’aparteneza dell romanzo di Djilas alla poetica moderna. Tenteremo ad illustrare La somiglianza tematica e narrativa di questi romanzi seguenti testi.

I
LA PORTA DELLA LEGGE

Durante lo studio dell'ensemble di Djilas dal romanzo "Montenegro" - "L'impiccato", abbiamo sentito occasionalmente la presenza di F.Kafka. Impressione quasi inspiegabile, data la distanza multipla dellae loro poetiche. La spiegazione è arrivata quando abbiamo smesso di cerkarlo ed era, inaspettatamente, così enigmatico: la porta della legge.
Una soluzione inaspettata ci costrinse a ritornare nell'ensemble narrativo di Djilas "Vjesala" e nella storia di Kafka " Nella cattedrale ", e ad osservare con attentamente la "porta della legge".
Joseph K., l'eroe del romanzo "Il process", è diventato sinonimo di vittima nella rete della burocrazia. La sua tragedia non era solo di essere ammazzato innocente, ma anche nel fatto che, nonostante tutti gli sforzi, non riusciva a trovare alcuna ragione per la sua colpevolezza e per il processo che è stato eseguito contra di lui.
"Ma io non sono colpevole", dice K. "E ' un errore."
"Esatto," disse il prete ma così di solito parlano i colpevoli. "
Il problema della colpa è un motivo comune in tutte e due opere. Tutti i personaggi di Kafka pensano che K sia colpevole, ma nessuno conosce la sua colpevolezza. Anche nel romanzo "Montenegro", nell'ensemble "L'impiccato" si considera questo problema:
"E loro (prigionieri ) come seduti in tribunale si giudicano, e non si sentono colpevoli ne esuberi". (Djilas: 216)
La relazione intertestuale di questo motivo con il motivo del romanzo "prokleta avlija" di Ivo Andric -vincitore del premio Nobel, mostra che i termini innocenza - colpa sono complessi. Uno dei prigioneri dice a Karadzos di essere innocente e lui risponde che non ci sono persone innocenti in galera. Se, per caso, lo sfortunato e anche innocente, sua madre pensò qualcosa di male mentre lo portava nello stomaco. La vera tragedia di K. è che non ha capito che la causa del processo non è né in lui, né in connessione con lui, ma nel meccanismo del sistema, la cui assurdità apostrofa il narratore:
“Mantenere la calma anche se è contro il buonsenso! Si deve realizzare che questo grande corpo di legge in una certa misura - galeggia per sempre, e che un uomo, se cerca di cambiare qualcosa, prende la terra sotto i suoi piedi e cade ... "
Joseph K., nella sua ricerca di giustizia, si è incontrato nella cattedrale con un prete che gli ha raccontato una storia del contadino e della porta della legge. La storia è una narrazione, che ricorda una fiaba, ma alla fine, non c'è un principe azzuro che "salva la sorella dall drago". È leggera, irripetibile ed ha una complessa struttura logica, semantica e artistica, soprattutto la segretezza. Il prete dice a Joseph K. che il contadino è venuto alla porta della legge e ha chiesto al portiere di lasciarlo entrare. Il portiere ha risposto che ora non glielo po permettere. Prossimo giorno la situazione si è ripetuta. E, dopo anni di attesa davanti alla porta della legge, in cui, nel frattempo, la vita gli e passata, contadino ha chiesto al portiere:
"Tutti perseguano alla legge, quindi come mai dopo tanti anni nessuno ha chiesto di entrare oltre a me?"
"Questa entrata era predisposta solo per te" , rispose il portiere.
A proposito del rapporto: la porta della legge - il portiere - contadino, e cominciata la discussione tra Josef K. e il prete. Tuttavia, non si sono compresi né messi d’accordo. Jozef K. nella storia ha chiesto il significato e la connessione con la sua posizione, e il prete ha ritenuto che la storia era cosi com’era, che esiste come che esiste una cattedrale in cui viene racontata e che K "non può cambiare la storia", che può essere interpretata come che non può nemmeno cambiare il proprio destino. Il prete riassume il loro disaccordo sul significato della storia affermando che - l'esatta comprensione di un fenomeno e la mancanza di comprensione dello stesso fenomeno - non esclude completamente ne l'uno o l'altro. Nella ricerca di una spiegazione del processo in corso, il ribelle - K, subisce un'inversione dopo una conversazione con prete. "K si sentiva abbandonato". In effetti, ha sentito l'assurdità dei suoi tentativi e, quindi, rassegnato, come ipnotizzato, senza resistenza va con due guardie al il luogo dell'esecuzione, dove ha sentito solo imbarazzo e vergogna , a causa di tutto che e succeso prima.
Non può rimproverare, il gia frustrato Joseph K., che non ha capito la storia, ma non è del tutto comprensibile che oltre mezzo secolo dalla sua creazione, non’anno compresa neanche i critici che hanno concluso che la storia è semplicemente senza soluzione. Forse lo è, ma forse le sue chiavi ha preso (o perso), l'autore stesso che non è abbastanza chiaro a se stesso. Questo atteggiamento è la primogenitura di una visione teorica moderna. Il mistero della sua interpretazione si unisce al mistero della finzione. Se non c'è risposta - c'è un tragico epilogo: il contadino è morto davanti alla porta della legge, e Jozef K. e stato interrotto in sua cerca di risposte- dalla morte .
Nel romanzo "Montenegro", nella parte "L'impiccato", a posto dell prete, narra un narratore ufficiale e personale sull tema della psicosi dei rappresentanti di tre generazioni montenegrine: un vecchio guerriero, un uomo di un popolo, un capitano e uno studente, il giorno prima dell'esecuzione della pena di morte – con patibolo. Ma dove si trova porta della legge: in Montenegro o nella monarchia austro-ungarica? La risposta a questa domanda rivela una nuova relatività, principalmente motivazionale e tematica, tra le due opere sopra menzionate. Nel Montenegro occupato (1916-1918) il governo asburgico istituì un sistema burocratico analogo al suo, con la differenza che era piu rigido e perfido nel paese occupato. Nel " Processo" e nel "L'impiccato" ("Montenegro"), il governo si riferisce alla perfetta sistemazione della monarchia, come alle saccre scritture.
Lei è il titolare e la realizzazione di ... i principi dell'ordine, sì, ordine, pace e lavoro ... la Monarchia d'Austriaca, e il titolare della realizzazione dei principi dello stato. "(Djilas: 202).
Funzionario austriaco lmette l’accento sul’ordine con in cui viene mantenuta l'autorità assolutista, così come le anse su cui operano: la legge, il tribunale, la punizione, il processo (ininterrotto e incomprensibile) e gli esecutori della punizione. Tutto questo strumento di governo, in particolare le decisioni giudiziarie e le sanzioni amministrative, le autorità di occupazione stanno relativizzando e cambiando in base ai loro interessi, cio che accade nella parte "L'impiccato" del romanzo "Montenegro".
Lo spazio ambientale in tutte due le storie è sorprendentemente simile: grigiore, ansia, isolamento. La sala d'attesa di fronte alla porta della legge ,come la cella della prigione sono i luoghi oscuri dell'esistenza umana. I personaggi situati dentro sono gli antipodi: il guardiano e il commissario all'ingresso -uscita da un lato, e il contadino e lo studente, davanti alla porta su cui non possono entrare e da cui non possono, o non vogliono uscire ... Il focus di tutti i personaggi concentrato era sulla porta della legge, che era costantemente socchiusa, su cui il contadino non poteva entrare, attraverso cui lo studente non voleva uscire.
Nel romanzo "The Process" Joseph K, fu arrestato, senza essere colpevole, e poi sottoposto al processo, e infine ammazzato. Nel romanzo "Montenegro", in parte "L'impiccato", studente fu arrestato senza una colpevolezza accertata, ascoltato e condannato a morte come richiede il meccanismo preciso della autorità burocraticha. Quando studente si riconcilia col destino, arriva un grande svolta, atipica per l'autorità burocratica, che offre allo studente un rinvio dell’esecuzione in cambio di cooperazione.

“Se, domani mattina difronte al popolo Milos sarebbe disposto a disociarsi da tutto cio che ha fatto suo fratello e condanare la ribbelione - l'esecuzione della sentenza sarà posticipata. La pena di morte verrebbe abolita in seguito. Il commissario stesso, lo dichiarerà pubblicamente in nome delle autorità superiori, così che non esista nessun sospetto, anche se asurdo, nell'incredulità austriaca "(Djilas: 179), commissario spiegava l'offerta allo studente.
Dopo questa svolta drammatica, perche l'offerta è stata inviata anche al amico di studente - il capitano, nella stanza del carcere che fino da quell punto era, l'impersonale e in generale, invisibile , tutto è cambiato e iniziato, specialmente le emozioni e la coscienza dei condannati. Nell'epicentro della scena, si trova lo studente per primo, nell dialogo con il commissario, e poi, con se stesso, attraverso il monologo interiore - soliloquio, a cui il narratore dedica più di cinquanta pagine.
Lo studente, invece di essere sotto il pattibolo, esi trova di nuovo davanti alla porta della legge. Ma anche di fronte alla tentazione e alla scelta dificilissima: tra il disprezzo e il rispetto della gente, ma anche tra la morte e la vita. I dialoghi tra lo studente e il commissario austriaco sono simili, basati sulla validità e il potere degli argomenti e delle contro-argomentazioni, il dialogo tra il sacerdote e Joseph K.
"Ma i motivi opposti - sia dalla sua che dalla loro parte - erano instancabili, innumerevoli. Erano ugualmente potenti e convincenti , se non di più,. "(Djilas: 214).
Come nella storia di Kafka del contadino e della porta della legge, anche in questa storia di Djilas sulla comprensione montenegrina della vita e onore, studente e il commissario non si sono capiti o messi d’accordo. Alcune scale morali e percezioni umane sono immutabili, indipendentemente dalle specifiche esigenze e richieste transitorie della vita. Come dice il prete, la storia della porta della legge è immutabile, come il nucleo immutabile dell'essere di uno studente, che è illustrato e confermato dalla nota autobiografica da un'altra opera di Djilas:
"Non ho mai saputo come obbedire, ma non riuscivo a pentirmi – senza distruggere tutte le componenti che costituiscono la mia personalità, la mia mente e il mio carattere"
Tuttavia, l'investigatore austriaco, esperto nel meccanismo carcerario e nella psicologia dei prigionieri, non rinuncia al suo movente, né alla sua vittima. Contesta la teoria del nucleo dell'essere umano, come altre teorie in cui sono i temi centrali: idee, persone, fratello, tradimento ... In questo confronto di atteggiamenti, che relativizzano tutto, lo studente raramente esce sulla luce della vita, ma rimane nell'ombra eterna della morte. Pensiero e coscienza oscillano da una possibilità all'altra, lo portano dalla confusione e l’incubo fino a esitazione e all'incrocio:
“Cosa dirà la gente, se rinuncio mio fratello? Le colline sono belle. C'è così tanta bellezza nel mondo, ovunque tu giri. Un uomo vive nella bellezza, solo che non lo sa, non può godersela. Io saprei, lo farei ... Cosa direbbe la gente? "(Djilas: 183).
Sostituzione di sospetti e speranze, della luce e delle ombre. Lo student e paralizzato ugualmente la paura del presente e la morte vicina e la paura del futuro e della convizione del popolo. Oltre a tutti gli argomenti, le cui fondazioni vede, oltre al sostegno del commissario, e soprattutto, oltre alla voglia di vivere di un giovaniotto, uno studente non può passare attraverso la porta della legge nella vita e nella libertà.
"Non posso. Non posso! Se facessi una cosa del genere, diventerei un'altra persona per me sconosciuta, odiosa, , viscida non spirituale, incosciente, impersonale. Diventerei un cadavere vivente ... E per questo non ho forza, o ne ho troppo per non esserlo - risulta di essere la stessa cosa. "(Djilas: 241).
L'offerta non può essere accettata dal capitano. Sono consapevoli delle perfidie e delle trappole che sono impostate per loro. E anche dell'assurdità della sua posizione:
"Ora dovevano decidere da soli se morire" (Djilas: 216).
Ateggiamento, la psicologia e le decisioni di questi personaggi sono influenzati dall'origine, dall'educazione, dall'istruzione e, più precisamente, dalle radici da cui sono cresciute le fonti di conoscenza da cui hanno bevuto. Una cosa è certa: nel loro dolore, nella loro crocifissione - non erano soli.
"La considerazione sul significato della storia avverte della necessità di una considerazione preliminare della tradizione".
La Madre e la sorella dello studente, in un incontro e addio drammatico in una prigione, nonostante il desiderio di vederlo in libertà, dicono che mantenga la mente e l'anima! Ha capito lo stesso significato nelle parole dei compagni condannati a morte ... Dalle profondità dei secoli, ha sentito il verso della canzone eroica popolare, ricordato "l'umanità e l'eroismo" e "... quello che vive per sempre". La stessa cosa fu raccontata al capitano da sua moglie, desiderando che lei e suo figlio fossero orgogliosi di lui, e stesso messagio avevano altre voci che lo avevano toccato. Più il commissario mostrava allo studente la porta della legge e l’apriva, meno lo studente pensava di lei, accettando il voto di tradizione e il culto del sacrificio per una maggiore libertà non scritta.
“La cosa più importante è preservare il potere dell'umano, il nucleo immutabile - lo spirito, l'anima, la resistenza alla violenza, alla morte, al male. Questa è una vita umana indistruttibile e unica. " (Djilas: 251).
L’enigma della storia del contadino e la porta della legge non e state risolta da questo lavoro, ma la storia dello studente e della porta della legge è molto più comprensibile. Senza alcuna spiegazione specifica, è comprensibile al lettore dei paesi per secoli costretti alla resistenza, mentre per altri destinatari è più problematico da un punto di vista esistenziale. Può essere problematico anche dal punto di vista del lettore contemporaneo, dopo tutte le esperienze del XX secolo. Tuttavia, nella totalità dell "L'impiccato", il narratore si concentra sul tempo in cui i codici morali e il culto della vittima per il bene comune erano e rimangono la fonte fondamentale della vitalità popolare. Loro sono proprio il luogo di nascita della situazione narrativa - la resistenza alla violenza, secondo la quale il l’ansemble del "L'impiccato" si distingue dalla storia "Nella cattedrale".



II
IN ATTESA DI MORTE

La morte è stata, nelle formu nnumerosissime, il movente della prosa narrativa di tutte le epoche, da D. Alighieri (Divina Commedia) a U. Eca (Il nome della rosa). In essi, la morte è rappresentata da tutti gli aspetti e punti di vista, sia esistenziali che morali ed estetici. Tuttavia, la morte è l'oggetto attuale di studio e presentazione nelle discipline sociali e nell'arte, come nella letteratura. La morte, la sua inevitabilità, ma, allo stesso tempo, il suo orrore e la sua assurdità.
L'eroe antico e moderno dell'assurdo e dell'assurdità della morte è Sisifo. Oltre agli altri successo, è noto per "aver incatenato la morte", come dicono Omero e Camus. Una scena, al stesso tempo una metafora e parabola brillante, dalla morte incatenata, è un’espressione di subcoscienza (e coscienza) della tendenza umana verso la sua eliminazione o immortalità. Ma non per gli Dei arrabbiati. Pluto, il dio degli inferi, inviò il dio della guerra per liberare la Morte dalle mani di Sisifo. Più tardi, è stato mandato all'inferno per alcuni altri "guai", a spingere la roccia fino alla cima della montagna, da dove lei sempre si rimbalzata dietro.
La morte, più precisamente, la sua riflessione nella coscienza dei personaggi, è oggetto di ritratti nei romanzi "Lo straniero" di Alber Camus come nell "Montenegro" di Milovan Djilas. Indipendentemente da tutte le differenze tra questi due romanzi: spaziale - temporale, ambientale e contestuale, il motivo dei condannati a morte e la loro ossessione con la morte, li rendono molto simili, intertestualmente correlate.
La relazione essenziale: il personaggio - la morte, nel secondo piano sopprime tutte le differenze tra queste opere. Questo motivo e questa relazione indicano il probabile impatto del lavoro di Camus sul romanzo "Montenegro". Come il personaggio nella storia "Nella cattedrale", anche l'autore del romanzo "Montenegro" M.Djilas, affrontava la "porta della legge" mentre era in carcere aspetando della pena di morte. Pertanto, in entrambe le storie: su Jozef K e su Merso, cioè su studente Miloš Milošević: si senta l'esperienza e la presenza dell'autore.
L'eroe di Camus, Merso, aspetta la esecuzione perche è stato condannato per aver commesso l'omicidio, che, come dice lui a fatto a causa "dell sole" L'eroe di Djilas, studente Miloš Milošević, aspetta l'esecuzione, alla quale è stato condannato per l'omicidio commesso da suo fratello - un fuorilegge. Finché non avvesero capito la finalità del giudizio e la data di esecuzione della sentenza, e Merso e Milos, pensavano che morte fosse qualcosa che esisteva, ma lontano da loro. Con la certezza dell'esecuzione, per i personaggi di questi atti, tutto sta cambiando e la morte diventa la loro ossessione, incubo di giorno e notte, la morte prima della morte.
"Da ieri pomeriggio - dall'annuncio della pena di morte, in ognuno di essi c'era la consapevolezza della propria morte, che avverrà inevitabilmente e indipendentemente da ciò che accadrà a tutti gli altri nel mondo." (Djilas: 109).
Merso prova la massima ansia, insonnia e orrore, dopo aver percepito la finalità della pena di morte.
"Dal momento in cui la sentenza è stata pronunciata, il suo effetto era così sicuro, serio come l'esistenza di questo muro accanto al quale il mio corpo si decomponeva".
Il pensiero della morte ha portato entrambi personaggi nell'esperienza corporea della morte, come ai mezzi di esecuzione.
"E più sgarbamente, vede la corda che gli si stringe intorno al collo, trapassandogli la mascella sul lato di collo. Già ieri pomeriggio, ha cominciato a strofinare il collo e indebolire la bolla incurabile, per la quale non ha pensato per un momento che era imaginaria, ma che dura ancora, che esiste "(Djilas: 119).
L'eroe di Djilas viene condannato a morte per impiccagione, e questo atto, considerevolmente prima della sua esecuzione, percepisce psicologicamente e persino fisicamente. Magnetismo della morte. La stessa frustrazione prova Merso. La differenza è solo nei mezzi delle esecuzioni: la ghigliottina, nell posto della corda, ma la relazione con esso è la stessa.
"Questo meccanismo mi ha stupito con il sua fabbricazione, precisa, perfetta, scintillante ... La macchina tormentava tutti: un uomo, con un po 'di vergogna e con molta precisione, fu inoservatamente eseguito ".
La base dell'intertestualità è un motivo esistenziale, perché implica, rinforza il mezzo dell’esecuzione, differentemente nelle due culture, ma in un modo ugualmente crudele.
Dalla visione della morte e dalla socializziazione con lei, i personaggi si difendono con i ricordi di una vita precedente. I ricordi si trasformano nell'illusione della vita e hanno un carattere motivante per aiutare i personaggi ad affrontare più facilmente una realtà cruda.
Attraverso il monologo interiore e l'oscillazione della coscienza, , in un modo speciale, lo studente si rilassava ricordandosi dei luoghi preziosi e i giorni d'infanzia. Per la prima volta, dietro le mura e le sbarre della prigione, ha realizzato la bellezza della natura ed ha voluto socializzarsi con lei.
"Si può vedere l'intera parte occidentale delle cime ... punto di Sinjajevina trasparente come in un sogno, duro Vučje slege fino a Tara ... e là, alla fine, la lancia blu di Ostrvica affondata nel cielo – non e il sangue che scorre, ma argento ... "(Djilas: 181).
Con meno intensità e impressione, Merso, l'eroe dell'ambiente urbano, sperimenta le stesse sensazioni:
"Volevo stringerlele le spalle sotto il vestito. Desideravo quela bela carnagione e non mi era chiaro a che cosa avrei aspettato tranne lei . Ho visto solo il bagliore dei suoi denti e le rughe intorno agli occhi"
Condannati a morte hanno provato in un modo diverso un periodo eterno e allo stesso tempo veloce come un lampo – Milos dall punto di vista esistenziale, e Merso dall'aspetto pratico.
"Così lento. In realtà, è incnioncepibile lungo. Ogni secondo significa avicinarsi alla morte gia attesa e inevitabile. E og secondo è inconcepibilmente lungo. "(Djilas: 151).
Il tempo è una tentazione per Merso che cerca di superarlo con ricordi e azioni pratiche.
"Non mi rendevo conto come giorni possono essere allo stesso tempo e lunghi e brevi ... Le parole ieri o domani erano le uniche che avevano un significato per me."
Il costituente di ogni storia, il tempo, come una cornice intertestuale e la connessione tra i personaggi di due ambienti diversi, ha un ruolo speciale nel rivelare i segreti del subconscio di fronte alla morte.
"A quel tempo, spesso pensavo che se fossi obbligato a vivere in un tronco di un vecchio albero, poco a poco, mi ci sarei abituato. Avrei aspettato che gli uccelli volassero o che le nuvole si incontrino... Come in quel vecchio mondo aspettavo con impazienza il sabato per abbracciare il corpo di Maria. "
Il ricordo del personaggio, che è una rarita nel romanzo "Lo straniero", è inpregnato dalla lirica, perché coincide con le forme di bellezza e le esperienze piacevoli. È interessante, anche se assurdo, che entrambi gli eroi, nonostante la conoscenza della inevitabile fine, non perdano la speranza nella possibilità di un risultato diverso.
"Quando esco stabilizzerò tutta la mi vita ... mi arrampicherei su Ostrvica ..." Studente e perseguito dalla paura e disperazione.
E quando realizza l'illusione della sua idea, cerca una seconda uscita, anche illusoria:
"Scapperò dovunque, in qualsiasi modo." Non dalla guardia, ne dalla morte, dal sé, dal niente, in questa notte che trapela senza fine. "(Djilas: 231).
La stessa idea di uscire e fuggire dalla prigione ha Merso, ma una proiezione un po 'diversa. Dice se "se esce mai di prigione" vuole osservare l'esecuzione di ghigliottina, a cui ritorna dopo una fuga immaginaria:
"... l'originalità della fuga è importante, un salto da quel rito innocente, una corsa verso il futuro che offre tutte le possibilità di sperare."
L'intertestualità come espressione dello stato psicologico umano di fronte alla disperazione.
Lo "Straniero" è un romanzo sull'alienazione umana e l'assurdità della vita. Questa nota della perdita dell'uomo nel mondo moderno è intrecciata per tutta la storia. Percio, Camus, è forse l'unico vero successore di Kafka.
È importante notare che l'alienazione e la disperazione di Merso sono solo apparenti. In sostanza, lui mostra la sfida e la ribellione contro la società alienata.
Merso ha sperimentato il malumore, la noia e lo splendore della vita prima dell'assassinio dell arabo e prima della condanna a morte. Non importava se Remon sarebbe stato suo amico o no, Maria moglie o no; se il funerale della sua madre sara eseguito secondo le usanze o no ...
"Ma tutti sanno che non vale la pena vivere. Sapevo che era uguale morire a trenta o settant'anni."
" Tutto mi fa schifo, e non vedevo l’ora che tutto fosse finito , per poter tornare alla mia cella e tuffarmi in un sogno."
"Non mi importa la morte degli altri, dell'amore di una madre, ,non mi importa niente del suo Dio ... " Merso sfoga la rabbia accumulata sul suo confessore. A. Camus era un rappresentante dell'esistenzialismo nella letteratura, che si riflette nelle opinioni di Mersó sulla vita e la morte. Tuttavia, i motivi dell'ansia e dell'atmosfera della prigione, l’introspezione continua e l'ombra della morte, cambiavano non solo i personaggi, ma anche i loro ricordi, sono diventati diversi e li hanno alienati. Entravano nelle torrenti e nei corsi diversi.
"Le immagini della memoria lo hanno lasciato freddo - scappava da loro. E quelle immagini, Zagorka, erano vissute da qualcun altro. Era morto anche se si muoveva, mangiava, pensava, anche desiderava. " (Djilas: 148).
Il contesto delle circostanze in cui il nome del stato Montenegro è stato cancellato dalla mappa dei paesi ha influenzato anche le persone di quel tempo, a sospettare in valori generali e di vedere ovunque la assurdità, oltre ai segni di alienazione e svalutazione della vita. Ciò si vede anche nell caco dello studente e nell capitano cronotopico.
"Ma la resistenza all'invazore, persino l'odio, come la lotta per la vita stessa, sembra di aver perso il significato ... L’assurdita della morte ha perso il suo significato, come l'ingiustizia e ogni altra cosa: la morte, la vita con la morte e nella morte - è l'unica realtà." (Djilas: 118).
Anche come Merso lo studente rifiuta di parlare con un confessore e dice che non crede in Dio, come Merso.
"Mentre era sdraiato, scoprì che non gl’importa né dell figlio né della moglie. Non mi crederete ... Non m'importa se morirò come un eroe e che tipo di monumento mi lascerò alle spalle. "(Djilas: 156), il capitano condannato per la prima volta mostra rassegnazione e conciliazione con il destino.
I soliloqui di morte del studente associano, attraverso idee e dilemmi contemplativi, ai saggi di Camus sullo stesso argomento. La morte è, attraverso il dialogo tra studente e il commissario, anche attraverso la rottura della consapevolezza dello studente, percepita da tutti aspetti. In un modo paradossale, uno studente, con la sua morte, sta vincendo la morte.
"Sai cos'è la morte? ", Chiede il commissario.
"Chi potrebbe sapere cos'è la morte? Perché nessuno è tornato dalle sue coste – lei, le coste non le ha - neanche le prove di ciò che è... La morte è la fine della coscienza - nient'altro." (Djilas: 232,233).
Il commissario, con l'apostrofo sull'orrore della morte, incoraggia lo studente a collaborare:
"Assolutamente nulla, la perdita anche di sentimento del sentiment dell nulla, questa e la morte ... Voglio portarti indietro in una vita senza la morte in ogni senzo ... Perché, perché non puoi dare una dichiarazione?" (Djilas: 239).
"Con l'affermazione che stai cercando, non ingannerei te e l'Austria, ma me stesso ..."
"Mito! Pura ideologia! Tu fai il mito della tua morte ... "
"Perché no, Commissario? Il mito è qualcosa che e accaduto in realta , o ciò che la gente voleva ce fosse accaduto,cio si e trasformato in una canzone e un'idea. Mia poesia e idea - la mia morte. "(Djilas: 247,248).
Djilas si trova, nell'illuminazione del dramma della coscienza, nei valori cruciali della vita e nello scopo paradossale della morte, nel centro della narrazione modernista.
Alla la fine di questa analisi dell'intertestualità del romanzo "Montenegro" e del romanzo "Lo straniero", notiamo che abbiamo applicato il metodo: fila per fila, citazione per citazione, riduzione dell'immaginazione e commenti nella misura minima possibile. Per fare l'analogia di motivi, temi, atmosfere e personaggi di due romanzi ce material in abbondanza, ma questo qui essibito consideriamo sufficiente per la nostra tesi sulla rappresentazione di soggeti tecniche e modelli modernisti nel romanzo di Djilas, come nella sulla sua intertestualità con il romanzo di Camus "Lo straniero".
DJilas ha innovato la studia di morte di Camus, introducendo una svolta drammatica nella storia. Il sogno di studente di uscire dal carcere, così come la voglia di vivere, potrebbero essere raggiunti se accettasse la cooperazione con l'occupante. Questa possibilità creò in lui una relazione ancora più complessa, persino più controversa con la morte (e la vita), ma, nonostante l'orrore della morte, non accettò l'offerta dell'occupante:
"Quel momento durerà per sempre ... Diverso da tutti, piu terribile di qualsiasi cosa immaginaria e sperimentata, quel momento verrà - lo so - ma non passerà mai." (Djilas: 152).
Una mattina Merso fu portato alla ghigliottina, un altra mattina il vecchio guerriero disse allo studente e al capitano "Andiamo bambini", e andarono sotto la forca.
Il parallelo del romanzo "Montenegro" con i migliori atti di prosa moderna si conclude con il ritorno a Sisifo. Gli Dei lo punivano, con la punizione più severa perché non riconosceva l'autorità: sforzo e lavoro che non da frutto e non da risultati. Camus, impressionato dal mito del Sisifo, accentua il suo valore universale e simbolico:
"Non c'è destino che non sia coperto dal disprezzo. Il Sisifo ci insegna una fedeltà più alta, una fedeltà che nega gli dei e solleva le rocce ... La vera battaglia per raggiungere il climax è degna di riempire il cuore umano. "
Dispetto alla violenza, all l'ingiustizia, alla morte, ha aiutato lo studenti a resistere alla tentazione:
"In una frazione di secondo - con la prima parola, la resistenza si trasformò in una sfida sdegnosa ... E il dispetto l’ riemprito con la fiamma ... e dalla resistenza - e forse fu solo quella resistenza, ma trasformata – il dispetto era indipendente dal fatto della morte . "(Djilas: 209).
L'eroe di Djilas con la decisione di scegliere la morte invece della vita, l'onore invece del tradimento, ha raggiunto l'apice e ha soddisfatto le aspettative del cuore umano.
Il romanzo di Kafka e Camus, a causa della complessità delle idee e degli strati creativi, il tema dell'assurdità e dell'alienazione, critica dei sistemi sociali burocratici, stile semplice e il stupore che "non sorprende nessuno", hanno acquisito milioni di lettori nella metà del secolo scorso e hanno avuto un grande impatto sulla letteratura mondiale. Il romanzo di Djilas, interconnesso in rete con loro, usando i loro modelli e le loro procedure narrative, suscitò una grande attenzione dei lettori jugoslavi alla fine del secolo scorso.
I mondi, come il mondo dell'arte e della letteratura, non sono lontani come si pensa abitualmente. Al centro c'è un uomo - simile a tutti i meridiani.













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SOMMARIO

Nel periodo che abbiamo dedicato allo studio del romanzo "Montenegro" Milovan Djilas, in particolare il suo tutto il racconto, "L'impiccato", abbiamo sentiti la presenza di motivi, temi e la psicosi dal romanzo "Il processo" di F. Kafka e "Lo straniero" A. Camus, che ci ha portato a l'idea dell'esistenza dell'intertestualità tra queste opere. Più tardi abbiamo,con analisi comparativa, trovato più connessioni tra di loro, una caratteristica dominante di intertestualità questi romanzi sono le loro temi centrali, universali ed esistenziali, che raffigurano il destino dei personaggi di fantasia espressa infronte della "porta della legge" e cancello della morte.
Intertestualità di quei romanzi è presente negli elementi essenziali della narrazione e le tecniche narrative romanzesche, specialmente nel significato esistenziale e nelle parti in cui le categorie universali e contemporanee sono esaminate e riesaminate: l'ingiustizia - la giustizia, il potere - di resistenza, la schiavitù - la libertà, l'assurdità dell'esistenza e alienazione dell'uomo ... morte - vita;
Intertestualità di romanzo "Montenegro" con le opere iconiche del modernismo, conferma il ruolo pionieristico di Djilas nella accettazione e l'attuazione dei postulati della poetica modernista nella prosa montenegrina.


Sull'autore
Milun Lutovac si è laureato nel Dipartimento di letteratura serbo-croata e jugoslava presso la Facoltà di Filologia dell'Università di Belgrado nel 1996. Dal 1996 è stato professore nel liceo "Niko Rolović" a Bar, in Montenegro, e dal 2002 al 2007, il direttore del Centro Culturale,ed è stato coinvolto nell'organizzazione e presentazione della vita culturale della città di Bar. Laureato sul l'Accademia diplomatica "Gavro Vukovic", presso la Facoltà di giurisprudenza di Podgorica, nel 2004. Ha conseguito il Master in Relazioni internazionali presso la Facoltà di giurisprudenza, UDG, a Podgorica, nel 2009.
Dall anno 2009/10. Alla Facoltà di Arte, Università di Donja Gorica a Podgorica, è stato assunto come assistente al prof. emerito. Milivoj Solar, su materia: letteratura moderna e letteratura contemporanea, Teoria della letteratura, Grandi epoche letterarie, Romanzo montenegrino ed estetica.
È Dottorando sul Dipartimento di lingua Montenegrina e letteratura Slavo-meridionale -Letteratura scientifica presso la Facoltà di Filosofia a Niksic, e anche sul Dipartimento di Teoria dell'arte contemporanea presso la Facoltà di Arte, UDG.
È l'autore di monografia "Montenegro 2007" e "Kotor - una città a tre porte", tradotta in diverse lingue. È l'autore di testi teatrali "Mansardinci", "Cherry in cerca di testo" e "What a lovely day"-un dramma radiofonico scritto per il programma della BBC.
L'autore è di libri:
“Na razmeDju svjetova i epoha - Književnik i političar Stefan Mitrov Ljubiša” ["All'incrocio di epoche e mondi - Lo scrittore e politico Mitrov Ljubiša"] „Politička kultura“, Zagreb, 2011;
“Stih i slika – Uticaj Njegoševog djela na stvaralaštvo Teodora Valerioa, Pera Počeka i Petra Lubarde” ["Testo e immagini – Impatto di lavori di Njegos sulla creazione di Teodor Valerio, Pero Pocek e Petar Lubarda"], che, e stato publicato per 200. anniversario della nascita di Petar II Petrovic Njegos, da Narodna biblioteka "Radosav Ljumović", 2013;
“Lirizam u romanima „Nevidbog” Rista Ratkovića i “Mojkovačka bitka” Ćamila Sijarića” ["Lirismo nei romanzi" Nevidbog” di Risto Ratkovic e "Battaglia di Mojkovac" di Camil Sijaric"]( JU "Ratkovićeve večeri poezije", Bijelo Polje, 2015).