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ANNA D'ELIA e il suo ultimo libro 
ANNA D'ELIA e il suo ultimo libro

Dopo le interviste sul dopo Coronavirus, fatte da questa rivista un anno fa, Anna D'Elia ha pensato di approfondire l'argomento analizzando i cambiamenti indotti dalla pandemia ma guardandoli attraverso
la lente di alcuni artisti come Maria Lai, Pino Pascali, Frida Kahlo, Francis Bacon, Christian Boltanski, Shirin Neshat e molti altri più vicini a noi.
Ne viene fuori una diversa dimensione del tempo e dello spazio con interessanti riflessioni sul ruolo dell'arte in quest'epoca di forti cambiamenti e di emergenza sociale, indicazioni preziose per ripensare il ruolo dell'arte in un tempo in cui l'arte si è talmente appiattita sui giochi del sistema dell'arte contemporanea e del mercato, sino a perdere la sua forza dirompente e costruttiva.
La società dei consumi da molti decenni ha portato il pianeta Terra ad uno sconvolgimento degli equilibri ambientali ma anche sociali che, con questa pandemia, sono finalmente emersi con la loro gravità agli occhi di tutti sino al punto che paradossalmente dovremmo ringraziare questo evento funesto per aver costretto il mondo intero a programmare una virata dei suoi programmi e comportamenti.
Certo Joseph Beuys già negli anni 70/80 aveva lanciato messaggi profetici in questa direzione a Difesa della Natura,ma l'arte in quel tempo stava andando sempre più verso un incontenibile edonismo ed i messaggi di Beuys restavano appannaggio dell'élite intellettuale internazionale senza scalfire la coscienza mondiale così come è stata capace recentemente una ragazzina di nome Greta.
Vincent van Gogh scrive a suo fratello Theo dicendogli che i giapponesi vivono in mezzo alla natura come se fossero essi stessi dei fiori.
Maria Lai è volutamente rimasta nella sua terra di Sardegna a filare la lana delle pecore, scrivendo pagine di intensa e delicata poesia mentre Sotheby's batteva a suon di milioni le opere di artisti americani intenti ad avere successo, potere e prestigio.
Insomma la bravissima critica d'arte e narratrice Anna D'Elia dice:
La pandemia offre agli artisti un'occasione importante per ripensare il proprio ruolo in una cultura che li ha sempre più relegati nell'inutile, allontanandoli dalla gente e dai suoi bisogni.
E ancora: Se dalla pandemia non si uscirà con modelli del pensiero diversi da quelli del tornaconto personale, migliaia di vittime saranno state sacrificate invano.
Quale può essere il contributo dell'arte?
La mia opinione è che oggi tutti gli artisti ben inseriti nel "sistema dell'arte contemporanea" sono talmente funzionali ad essa ed ai suoi circuiti di grandi interessi di profitto, da essere ininfluenti rispetto al rinnovamento etico e non solo estetico e formale che costituisce la vera forza dell'arte.
C'è da cambiare il paradigma per vedere con occhi nuovi dei valori diversi.
Buona lettura!
Gaetano Grillo
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